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 Tarassaco

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Oberon
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MessaggioOggetto: Tarassaco   Sab Gen 12, 2008 3:20 am

Protegge e purifica,in fiore porta denaro.
Il tarassaco comune (Taraxacum officinale, Weber ex F.H.Wigg. 1780) è una pianta a fiore (angiosperma) appartenente alla famiglia delle Asteracee.
L'epiteto specifico ne indica le virtù medicamentose, note fin dall'antichità e sfruttate con l'utilizzo delle sue radici e foglie.
È comunemente conosciuto anche come dente di leone e soffione.
Una curiosità: uno dei nomi comuni del tarassaco è anche "piscialetto" e ai bambini è solito raccontare che chi lo coglie, alla notte farà i suoi bisogni nel letto (da qui il nome piscialetto, appunto).

Morfologia [modifica]
È una pianta erbacea e perenne, di altezza compresa tra i 3-9 cm. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei.



FogliaLe foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato (da qui il nome di dente di leone) e prive di stipole.


Il fusto, che si evolve in seguito dalle foglie, è uno scapo cavo, glabro e lattiginoso, portante all' apice un' infiorescenza giallo-dorata, detta capolino.
Il capolino è formato da due file di brattee membranose, piegate all' indietro e con funzione di calice, racchiudenti il ricettacolo, sul quale sono inseriti centinaia di fiorellini, detti flosculi.
Ogni fiore è ermafrodita e di forma ligulata, cioè la corolla presenta una porzione inferiore tubolosa dalla quale si estende un prolungamento nastriforme (ligula) composto dai petali. L' androceo è formato da 5 stami con antere saldate a tubo; il gineceo da un ovario infero, bi-carpellare ed uniloculare, ciascuno contenente un solo ovulo e collegato, tramite uno stilo emergente dal tubo, ad uno stimma bifido.
La fioritura avviene in primavera ma si può prolungare fino all' autunno. L' impollinazione è di norma entomogama, ossia tramite insetti pronubi, ma può avvenire anche grazie al vento (anemogama).
Da ogni fiore si sviluppa un achenio, frutto secco indeiscente, privo di endosperma e provvisto del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.


Fiore


Infruttescenza


Frutti




Habitat e distribuzione [modifica]
Il tarassaco cresce spontaneamente nelle zone di pianura fino ad una altitudine di 2000 m e in alcuni casi con carattere infestante. È una pianta tipica del clima temperato e, anche se per crescere non ha bisogno di terreni e di esposizioni particolari, predilige maggiormente un suolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati o a mezzombra. In Italia cresce dovunque e lo si può trovare facilmente nei prati, negli incolti, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.



Sostanze bioattive nel Taraxacum officinale [modifica]

Sostanze bioattive nel tarassacoLa pianta fresca di Taraxacum officinale contiene oltre alla cellulosa una serie di sostanze bioattive. Forse per questo è un gradito mangime dei Mammiferi industriali.
La foglia contiene particolarmente:

derivati di acido taraxinico (sesquiterpenlactone)
triterpeni e steroidi
flavonoidi (glicosidi dell' apigenina e luteolina)
vitamine (B1, B2, C, E)
La radice è particolarmente ricca di:

sesquiterpenlactoni
acido taraxinico e taraxacolide
triterpeni e steroidi
taraxacosidi
acido linolico e linoleico

Usi [modifica]
Il tarassaco viene usato sia dalla cucina che dalla farmacia popolare.


Uso culinario [modifica]
Nelle arti culinarie era (ed è) un'apprezzata insalata primaverile depurativa, sia da solo che in mescolanze varie.
Anche i petali dei fiori possono contribuire a dare sapore e colore ad insalate miste. I boccioli sono apprezzabili se preparati sott'olio. I fiori si possono preparare in pastella e quindi fritti. Le tenere rosette basali si possono consumare con soddisfazione sia lessate e quindi condite con olio extravergine di oliva, sia saltate in padella con aglio (o ancor meglio con aglio orsino).

In molte regioni medioeuropee veniva preparata la marmellata di fiori di tarassaco nel seguente modo:

Rp. Marmellata Denti di leone
Fl. Taraxaci 1 litro
Acqua 2 litri

bollire a pentola aperta per ca. 20 minuti; filtrare e mantenere il liquido; aggiungere
Zucchero 1 kg

bollire a pentola aperta fino alla densità desiderata; versare (bollente) in vasi puliti e chiudere ermeticamente.
In orticoltura si coltivano diverse forme mutate come insalata e verdura.


Uso in medicina popolare [modifica]
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze

Quando il tarassaco viene estirpato, la sua radice può rimanere nel terreno e così dar vita ad un nuovo individuo nella stagione più propizia.In medicina popolare il tarassaco viene usato per diverse indicazioni e composizioni con altri fitorimedi come:

epatico / biliare
antireumatico spasmolitico, anaflogistico, diuretico
antidiscratico
Rp. Epatico / biliare
Tinct. Taraxaci 15
Tinct. Cnicus Benedicti 35
Tinct. Cardui Mariae 25
Tinct. Cynarae 25
Aeth. Rosmarini gtt. 5

D.S. 3 ml / dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista. (vedi anche Ricetta medica magistrale)
Rp. Antireumatico
Tinct. Taraxaci 150
Tinct. Urticae 150
Tinct. Betullae ad 500

D.S. 6 ml / dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.
Rp. Antidiscratico

(p. e. dopo ectomia della cistifellea o debolezza digestiva in senescenza)
Taraxaci rad. ex liqu. 500

D.S. 2 cl / dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.




Uso in fitoterapia [modifica]
In fitoterapia si usa ancora la droga pura, in infusione o decotto, per disappetenza e disturbi dispeptici.

Rp. Dispeptico
Rad. cum Hb. Taraxaci 100

D.S.f. decoct. 3 gr. / tazza; 2 / dì. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista


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