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 Pantheon Maya

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Oberon
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MessaggioOggetto: Pantheon Maya   Lun Gen 14, 2008 1:02 pm

Pantheon delle divinità adorate dalle popolazioni Maya.

Ah Bolon-Caan-Chac: divinità del mondo sotterraneo, del gruppo dei Bolontikù.

Ah Bolon Yoctè: divinità del mondo sotterraneo, del gruppo dei Bolontikù.

Ah Hoyab: “lo Spruzzatore", nome assunto in alcuni casi dal dio Chac.

Ah Kinchil: "signor volto del Sole". Nella mitologia maya è il dio del Sole. Considerato manifestazione di Itzamnà. Aveva per moglie Ixchel, dea della Luna. Secondo la leggenda il dio, stanco dei ripetuti tradimenti della sua compagna, le strappò via un occhio e per questo la Luna è meno splendente del Sole Ah Puch: nella mitologia maya è il dio della morte. Spesso associato al dio della guerra e all'uccello Moam, dio delle Nuvole. E' raffigurato come uno scheletro che porta in mano il suo glifo.

Ahau Chamahez: è assieme a Cit Bolom Tum il dio maya della medicina.

Ah Bolom Tzacab: il dio dell’agricoltura.

Ahmakiq: è il dio maya della agricoltura. Quando il vento minaccia di distruggere il raccolto egli lo rinchiude.

Akhushtal: è la dea maya del parto.

Alaghom Naom: è la dea maya della terra, della abbondanza e della speranza. E' l'ispiratrice dei pensieri e dei consigli degli uomini.

Alom: dio del cielo. Uno dei sette dei che partecipò alla creazione del mondo.

Ampo: dio maya delle Rane.

Bacab: significa “figli” e sono i quattro dei arcaici sostenitori dell’universo, rappresentanti i quattro punti cardinali. Una sorta di Atlanti che, come sostenitori del mondo, sono citati nel codice Chilam Balam. I Bacab non hanno nomi distinti; essi sono gli Dei quattro, che fanno parte di quella simbologia numerica dei Maya che indica le divinità con cifre. Secondo l’antico testo Rituals of the Bacabs, scoperto da William Gates e tradotto da E. Wilkins nel 1919, nella cosmogonia maya tutto si svolge sulla base del numero quattro: quattro sono gli Dei maggiori; quattro gli Uomini veri; quattro le Ere dei Maya; quattro gli angoli dei templi e quattro i colori. Furono associati più tardi con i quattro Chac.

Balam: "giaguaro", dio del Mondo sotterraneo, corrispondente all'azteco Tepeotl.

Bolomac: divinità del mondo sotterraneo, del gruppo dei Bolontikù.

Bolon-Hacmaz: divinità del mondo sotterraneo, del gruppo dei Bolontikù.

Bolon-Hobon: divinità del mondo sotterraneo, del gruppo dei Bolontikù.

Bolon Mix: divinità del mondo sotterraneo, del gruppo dei Bolontikù.

Bolon-Mayel: divinità del mondo sotterraneo, del gruppo dei Bolontikù.

Bolontikù: sono le nove divinità ancestrali della religione maya-tolteca. Secondo la simbologia numerica maya, che indica le divinità con cifre, i Bolontikù sono chiamati gli dèi nove (caratterizzati da bolon “nove” nel nome) e rappresentano il mondo inferiore, il Michtlan. Essi sono: Bolon-Mayel, Bolontzacab, Bolon-Hacmatz, Ah-Bolon-Yoctè, Ah Bolon-Caan-Chac, Bolon-Hobon, Cit-Bolon Tun, Bolomac, Bolon Imix. Sono gli dèi più importanti dopo le 13 divinità definite collettivamente Oxlahuntiku.

Camazotz: il dio-pipistrello dei maya.

Chac: “dio del tuono”, “dio della pioggia”; veniva raffigurato nell’atto di afferrare il fuoco, che simboleggia il fulmine. Corrisponde all'azteco Tlaloc. Era considerato, per la sua funzione di apportatore di pioggia, necessaria per la riuscita dei raccolti, un dio benevolo, in alcuni casi e zone (quelle meno aride), assumeva però anche valenze negative, come personificazione del Tuono e del Fulmine. Spesso il dio Chac era accompagnato da rane e rospi come musici. E’ anche del mondo dell’agricoltura e di quello vegetale e come tale è famoso per il gran numero di rappresentazioni. Nell’aspetto del glifo della Morte è caratterizzato da un naso lungo a forma di proboscide, occhi a palla, orecchie sormontate da corna e denti a zanna sporgenti da una bocca satanica; questo glifo è presente ovunque nell’architettura maya, ripetuta all’infinito nelle facciate dei monumenti, agli angoli dei templi e persino sopra le porte, come motivo ornamentale. Come dio fluviale figura nell’atto di versare l’acqua, simbolo di fertilità, da un grosso vaso. Nella vasta iconografia maya si distinguono quattro tipi di Chac, rappresentati i quattro punti cardinali, contraddistinti ognuno da un colore particolare: 1) Chac-Xib-Chac il Rosso o Chac dell'Oriente; 2) Sac-Xib-Chac il Bianco o Chac del Nord; 3) Kan-Xib-Chac il Giallo o Chac del Sud; 4) Ek-Xib-Chac il Nero o Chac dell'Ovest. I quattro Chac erano spesso accomunati ai quattro Bacab dei punti cardinali. Esisteva anche un Chac agricolo, che era considerato il fratello buono di Yum Kax, dio del Mais. A lui venivano sacrificate le vergini nei Cenotes.

Chirakan-Ixmucane: i quattro dèi che crearono il mondo. Ciascuno si scisse in due creando altre quattro divinità (femminili).

Cit Bolom Tun: è assieme a Ahau Chamaez il dio maya della medicina. Fa parte del gruppo dei Bolontikù.

Cohui: altro nome del dio del Mais a Colhuacàn.

Ekahau: è il dio maya protettore dei viandanti e dei mercanti.

Ek Chuah: dio della guerra, più tardi chiamato con l'appellativo di Hun Pic Tock, "capitano di una truppa di ottomila uomini". Era divinità malevola, a volte considerato anche dio della Morte, assumeva valenza positiva nei periodi di pace come protettore dei viandanti e dei mercanti

Hunabku: da hunab, “uno” e ku, “dio”; è l’Essere Supremo venerato nello Yucatàn. Dio maya della Quarta Era; creatore del mondo terrestre e dei quattro Bacab. Nella veste di civilizzatore, Hunabku rinasce sulla Terra e diventa dio agricolo della civiltà del Mais. Nel Popol Vuh è menzionato come dio cosmogonico della Quarta Era, creata dalle divinità superiori dopo la distruzione dei tre mondi anteriori. Ha come moglie la dea Ixquic, che è anche il suo doppio, quindi madre del Creatore e antenata divina di tutte le donne maya. I primi nati da questa coppia primordiale sono uomini imperfetti, creati con la saliva.

Hunakau: “il capo”; regna sul metnal, il regno dei morti, e viene solitamente raffigurato con uno scheletro, o con un corpo putrefatto.

Huracàn: “con una sola gamba”; è una divinità del tuono e della tempesta oltre che della fertilità. Uno dei quattro sostenitori del mondo; dio primordiale della creazione, che si rivela nelle quattro manifestazioni che sono anche i suoi fratelli: 1) Huracàn stesso, ossia l’Uragano; 2) Cuculhà Huracàn, il Fulmine; 3) Cipi Cuculhà, il Tuono; 4) Razà Cuculhà, il Riflesso, il raggio più bello, color azzurro. E’ il dio terribile delle tempeste che domina sugli altri dei. Nella statuaria di Copan i quattro fratelli, oltre a rappresentare i quattro puntelli del mondo, sintetizzano la totalità del mondo naturale. Da Hurakan, chiamato anche Ug ux cah (“signore del cielo”), discendono Orkan e Hurrikan.

Ix Cheb Yax: altro aspetto della dea Ixchel, come dea dell'artigianato, della tessitura e delle maree.

Ixchel: significa “donna che agisce” ed è la dea della terra e della luna, nonché della fertilità e del parto, e simbolo dell’amore profano e della scostumatezza. I Maya la rappresentavano con la sola testa, senza busto, per tener fede ad una leggenda preazteca secondo la quale la dea Luna era stata decapitata per gelosia dal marito Sole. Secondo il Popol Vuh, i coniugi Luna-Sole sarebbero precipitati sulla Terra, divenendo i progenitori dell’umanità. E' inoltre la madre di tutti gli dei, la più saggia e potente di tutti, dea della luna e delle acque. E' chiamata anche la Donna-Aquila. Compagna infedele di Ah Kinchil, dio del Sole. Il suo glifo è costituito dal fiore di plumiera, simbolo del piacere sessuale.

Ixtab: “la signora della fune”, è la dea maya degli impiccati e del suicidio, ella ha il compito di ricevere le loro anime nel paradiso, poiché nella cultura maya il suicidio era considerato un atto positivo. Fa parte della mitologia tarda maya tolteca e non del pantheon classico. E' raffigurata come una donna impiccata con una corda che viene giù dal cielo, gli occhi chiusi ed il corpo già in decomposizione.

Itzamnà: “la casa sgocciolante”, il cielo; figlio di Hunabku e consorte di Ixchel, è personificazione del Sole, signore del cielo, dio della Luce solare e del Fuoco sotterraneo. Dio del fuoco, presente in tutte le civiltà mesoamericane con nomi diversi, nella mitologia maya etra spesso associato al dio del Sole Ah Kinchil. Il suo secondo nome, con riferimento al disco solare, era Kinich Ahau (“il signore con il sole in fronte”); nello Yucatàn veniva designato col nome di Yaxcocahmut (“lucciola verde”).Nei codici maya è citato come patrono dei sacerdoti, inventore della scrittura e delle scienze in generale e viene considerato una divinità sempre ben disposta nei confronti degli uomini, in quanto è visto non tanto come divinità creatrice dell'universo primordiale quanto una specie di eroe civilizzatore, molto simile in questo ai Gemelli del Popol Vuh. Il glifo del suo nome è stato rintracciato nel Popol Vuh. Al suo strabismo molti studiosi riconducono la abitudine alquanto diffusa tra i Maya di indurre tale difetto, considerato però da essi segno di distinzione e di nobiltà, nei giovani. E' raffigurato come una lucertola con due teste. In suo onore si celebravano solenni feste, durante le quali si immolavano gli animali a lui sacri. Il suo simulacro veniva ornato con vesti sontuose e con gioielli.

Kabrakan: significa “terremoto” ed è appunto il dio del terremoto

Kan-U-Uayeyab: è il dio maya posto a protezione delle città.

Kinich Kakmo: è il dio maya del sole.

Kisin: nella mitologia maya Kisin è considerato lo spirito malvagio dei terremoti. Egli vive nelle profondità della terra in una sorta di purgatorio in cui accoglie temporaneamente tutte le anime, fatta eccezione per quelle dei guerrieri morti in battaglia e delle donne morte durante il parto. I suicidi sono destinati a rimanere lì in eterno.

Ku: termine maya che significa "Dei".

Kukulcan o Kukumatz: significa “serpente piumato verde”, ed ha affinità con il serpente piumato azteco Quetzalcoatl; protettore dei sacerdoti, a lui erano consacrati un tempio e una fonte a Chichèn Itzà.

Mitnal: “luogo dei defunti"; è l'inferno della mitologia maya, dove le anime dei peccatori vengono barbaramente torturate.

Nacon: è il dio maya della guerra.

Opop: dio maya del mese e delle festività in onore del giaguaro.

Pauahtuns: altro nome dei quattro Bacab.

Uo: dio maya dei Rospi.

Yaxche: albero del Paradiso sotto il quale si riposano le anime dei buoni.

Yumkaax: “signore dei boschi”; era il dio del grano e del Mais. Terza divinità in ordine di Importanza dopo Itzamnà e Chac. E' raffigurato come un giovane fanciullo con i capelli intrecciati con grandi foglie di mais e recante nella mano una pannocchia di granturco. Considerato a volte fratello di Chac. Compagna di Yumkaax è una dea, di cui si sa ben poco raffigurata come una donna prosperosa, dai grandi seni e tutta ornata sulla testa e sul corpo di foglie di granturco.

Xaman Ek: dio della Stella Polare, ma considerato anche personificazione di ogni altra stella, patrono dei mercanti, avventurieri e dei navigatori. E' raffigurato recante in mano il proprio glifo e con in testa l'uccello Moam.

Zipakna: “bipede”; è il dio della terra.
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